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mercoledì 2 gennaio 2013

La pasta al pomodoro dello chef Carlo Cracco


Ve l'ho detto che ci è venuta la fissa dei talent show culinari, no?
E che la cosa mi ha fatto capire che non so cucinare particolarmente bene e nemmeno  in modo particolarmente vario?
Bene. Non vi ho detto però che per Natale mio marito mi ha regalato l'e-book di Carlo Cracco "Se vuoi fare il figo usa lo scalogno", che mi ha dato un po' di coraggio giacchè lo scalogno lo uso. Certo, poi sono arrivata a pagina 10, in cui c'è la ricetta della pasta al pomodoro e ho di nuovo tentennato. Perché io la pasta al pomodoro l'ho sempre preparata con la cipolla - o lo scalogno - e la passata di pomodoro. Mica con i pomodori veri. Ah e non ho neanche mai messo l'aglio. Basilico nada, perché di solito me lo dimentico.
Comunque. La pasta al pomodoro alla Cracco ha avuto successo con il Bastianich di casa, mentre baby Ramsay, dopo un iniziale "È bona", verso la fine del piatto ha cominciato a rimproverare i pezzetti di pomodoro "No popò, no popò", probabilmente infastidita dalla presenza della buccia dei pomodorini. Io, che ho 2500 allergie, ci ho impiegato mezzo pomeriggio a digerirla, probabilmente per via dei pomodorini, ma l'ho trovata piuttosto buona. Insomma, il bilancio generale mi è sembrato positivo.

Ecco, dunque, gli ingredienti per 4 persone:
320g di spaghetti - io ho usato i sedanini perché baby Ramsay non sa ancora gestire al meglio lo spaghetto -;
200g pomodorini ciliegina;
1 spicchio di aglio;
3/4 foglie di basilico;
Olio extravergine di oliva;
Acqua;
Sale grosso - ma lo sapevate che ci vogliono 10g per ogni litro d'acqua?!-.

Occorrente:
1 pentola;
1 padella;
1 tagliere;
1 coltello;
1 scolapasta;
1 cucchiaio.


Mettete l'acqua a bollire.
Intanto lavate e tagliate i pomodorini in pezzetti piccoli e regolari. Togliete la pelle all'aglio e lavate il basilico e tagliatelo a julienne.


Mettete un paio di cucchiai d'olio in una padella e fate cuocere i pomodorini con aglio e basilico per circa 5 minuti. Poi regolate di sale e spegnete quando avrete una salsa piuttosto legata.
Quando l'acqua bolle, aggiungete il sale e buttate la pasta. Fattela cuocere lasciandola leggermente al dente e poi, dopo che l'avrete scolata, fatela mantecare per qualche minuto con il sugo.
Davvero niente male.

L'abbinamento: pasta al pomodoro di Cracco e "L'appartamento".

lunedì 31 dicembre 2012

Salmone (poco) speziato al forno


Dobbiamo smetterla di guardare Masterchef. Soprattutto la versione junior australiana: quei bimbi incredibili mi fanno sentire leggermente inadeguata ai fornelli. E anche Hell's Kitchen. Che poi ci vengono le idee strane. Insomma, non so se si tratti di suggestione, ma da qualche tempo a questa parte, quando siamo a tavola, a volte mi sembra di essere nella cucina di Gordon Ramsay. Solo che al posto del burbero chef dal porcone facile c'è la Puzzy che prima osserva il piatto, poi mi lancia un'occhiata alla Cracco, poi assaggia, commenta con un "Duro. N'n m pasce". Poi svuota il piatto e chiede "Ancora!".
Tutto questo per dire che ci siamo appassionati ai talent show culinari, che ci fanno venire una gran fame e mi hanno fatto capire che non so cucinare. Così ho deciso di mettermi alla prova per cercare di ampliare un po' il mio repertorio culinario. Il primo tentativo, un cus cus di pollo, è stato abbastanza penoso, ma a breve posterò comunque la ricetta. Il secondo, una mattonella di pandoro con crema al cioccolato, è andato meglio.
Quello che, finora, però preferisco è il filetto di salmone al forno che ho preparato qualche giorno fa e che, secondo me, era proprio buonino. È vero, il Bastianich di casa - ovvero mio marito - l'ha trovato un po' sciapo, ma baby Ramsay ha apprezzato, tanto che mi ha pure rubato un pezzo di salmone dal piatto approfittando della mia distrazione.
Ecco, dunque, gli ingredienti per due persone:
400g di salmone - io ho preso il filetto così ho risolto il problema lische... certo, poi c'era da togliere la pelle ma quella è un'altra storia -;
Pan grattato q. b.;
Pepe bianco q. b.;
Origano q. b.;
Prezzemolo q. b.;
Sale q. b.;
2 cucchiaio di olio extravergine;
2 limoni.

Occorrente:
1 fondo;
1 piatto;
1 tagliere;
1 coltellaccio;
1 teglia;
Carta forno.

Accendete il forno a 180°.
Dunque. In un fondo mettete il pan grattato, il sale, il pepe bianco, l'origano e il prezzemolo. Quanto basta. O, meglio, quanto basta? Non so: io ho messo circa un cucchiaino di ogni spezia, aggiustando un po' fino a quando la panatura non mi è sembrata profumata al punto giusto. Per me. Non per gli altri, visto che a qualcuno è sembrato un po' poco saporito.
Comunque. Pulite il pesce, togliete la pelle, dategli una lavatina e asciugatelo. Su un piatto mette l'olio e poi passateci dentro il pesce. Passate poi il pesce nella panatura facendo in modo che il pan grattato si attacchi bene. Posizionate il pesce sulla teglia foderata di carta forno e conditelo con succo di limone.
Infornate per 15 minuti, girando a metà cottura.

L'abbinamento: salmone al forno e "Shark tale". Se non ricordo male, i pesci protagonisti di quel film non erano poi così simpatici, ma magari al forno sono buoni.