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sabato 23 agosto 2014

Pesto di spinaci

Nel tentativo di dare varietà all'esperimento vegetariano che prevede, tra l'altro, la consumazione in quantità mastodontiche di verdura a foglia verde, ho messo a punto la ricetta del pesto agli spinaci. L'ho trovata sul web, ma l'ho un po' modificata in base alle nostre necessità. Il risultato ha lasciato perplessi un po' tutti e, probabilmente, la ricetta finirà nel mucchio di quelle da rifare "solo in caso di disperazione assoluta".


Ecco, dunque, gli ingredienti:
150g di spinaci;
5 cucchiai di olio;
1 spicchio d'aglio;
2 cucchiai di grana;
40g di caprino di capra;
Noci (che non ho messo).

Occorrente:
Minipimer;
Contenitore per frullare con il mini pimer - io ne avevo uno e l'ho perso, ne ho comprato un altro e l'ho rotto, per cui ho usato una tazza -.

Dare una frullata alle spinaci, con tre cucchiai di olio e l'aglio, aggiungendone un po' per volta alla tazza mano a mano che sono frullate.


Aggiungete anche l'olio rimanente, il grana e il caprino a pezzetti. Frullate fino a ottenere una salsa della consistenza del pesto.
Versate sulla pasta e fate saltare un paio di minuti in padella o in pentola prima di servire.
A me, in realtà, non è dispiaciuto. L'uomo di casa ha commentato con un "sa de negot". La Terry ha resistito stoicamente per quattro farfalle e poi ha detto un comprensibile "Bleah!".

L'abbinamento: pesto di spinaci e "La principessa e il ranocchio".

venerdì 5 aprile 2013

Pasta e ceci


Di solito, quando facevo la pasta con i ceci, bollivo i ceci, cuocevo la pasta e li mescolavo le due cose e le condivo con un filo d'olio.
Devo ammettere, però, che risultava un po' troppo asciutta.
Così, guardando su internet, ho scoperto che la vera pasta e ceci si fa in modo un po' diverso.
Ecco, dunque, gli ingredienti:
Pasta - preferibilmente dei maccheroncini o comunque pasta piccola - ;
200g di ceci - di solito usavo quelli secchi, ma ultimamente sono passata a quelli in scatola che sono più veloci da usare -;
4/5 cucchiai di passata di pomodoro;
1 spicchio d'aglio;
1/2 cipolla;
Un paio di cucchiai d'olio;
Sale;
Pepe;
Acqua;
Sale grosso.

Occorrente:
1 pentola;
1 padella dai bordi alti;
1 scolapasta;
1 cucchiaio;
Frullatore a immersione;
1 ciotola.

Se usate i ceci secchi, metteteli ammollo in una ciotola d'acqua la sera prima e dopo qualche ora fateli bollire fino a quando non diventeranno morbidi.
Nella padella fate appassire lo spicchio d'aglio e la cipolla a fettine in un filo d'olio. Aggiungete i ceci e fateli saltare per qualche minuto.


A questo punto aggiungete la passata di pomodoro, aggiustate di sale e di pepe e fate cuocere per almeno una decina di minuti.


Intanto mettete l'acqua per la pasta sul fuoco.
Trascorsi i dieci minuti, togliete circa la metà dei ceci dal fuoco e passateli con il frullatore a immersione fino a ottenere una crema.


Rimettete la crema nella padella insieme al sugo di ceci e mescolate per far amalgamare bene la salsa.
Spegnete il fuoco e occupatevi della pasta.
Quando la pasta è pronta, scolatela e mettetela nel sugo: fate saltare per un paio di minuti.
Spegnete e regolate di pepe.

L'abbinamento: pasta e ceci e "Eliott il drago invisibile".

martedì 26 marzo 2013

Orecchiette e busiati fatti in casa


Sono stata a un meraviglioso corso sulla pasta fresca. Non sapevo cosa aspettarmi e sono rimasta davvero contenta perché in tre ore ho imparato a fare un sacco di cose. Abbiamo preparato orecchiette e busiati, gli spaghetti alla chitarra, lasagne verdi, pici e ravioli del plin. E, cosa ancora più sorprendente, alla fine della lezione ci siamo pappati tutto quanto ed era buonissimo!
Il corso era tenuto da Francesca D'Orazio, che vive tra Italia, Singapore e New York ed esporta la cucina italiana all'estero. Qui trovate il suo sito, ricco di ricette e spunti.
Entusiasta del corso, un paio di giorni dopo ho provato a rifare le orecchiette e, incredibile ma vero, per me che sono una pasticciona doc, mi sono uscite proprio buonine.
Ecco, dunque, gli ingredienti per le orecchiette:
400g di farina di semola;
Acqua tiepida;
Spinaci;
Biete;
Erbette;
1 spicchio d'aglio;
Olio;
Peperoncino.

Occorrente:
1 piano di lavoro preferibilmente in legno;
Pellicola trasparente;
1 coltello;
1 padella;
1 pentola;
1 scolapasta;
1 spiedino lungo;
1 schiumarola.

Per prima cosa preparate la pasta: mettete la semola al centro del piano di lavoro e fate un buco al centro in cui verserete poca acqua tiepida per volta.


Incominciate a impastare, aggiungendo acqua fino a ottenere una palla liscia. Fate in modo di togliere tutte le briciole e i residui di pasta che si formano sul piano di lavoro in modo da ottenere un impasto omogeneo e abbastanza elastico. L'importante è lavorare la pasta con i pollici e la parte interna delle mani: non usate spatole perchè è il calore delle mani quello di cui la pasta ha bisogno.


Quando avrete ottenuto la vostra bella pallina di pasta, avvolgetela nella pellicola trasparente e fate riposare il più a lungo possibile: più la pasta riposa più il glutine si "rilassa", diventa elastico e si lavora meglio.
Una volta che avrà riposato per bene cominciate a fare le orecchiette.


Ricavate dall'impasto dei cilindri e da questi tagliate tanti pezzettini tutti uguali. Ora potete decidere di fare le orecchiette aiutandovi con un coltello a punta arrotondata oppure usando il pollice.
In entrambi i casi, premete la punta del pollice o coltello al centro del pezzetto di pasta e premendo trascinate verso di voi.


Poi rivoltate l'orecchietta appoggiandola sull'indice.


E via fino a quando non vi siete stufati. Per variare un po' potete provare a fare i busiati.


In questo caso ricavate dei cilindri di pasta sottili, premete al centro uno spiedino di legno lungo e fatelo rotolare come se fosse un mattarello fino a quando non otterrete un lungo maccherone arrotolato.


Fate bollire l'acqua salata - eccoli qui che aspettano di essere cotti: non sono carini?:-) -.


Aggiungete le biete, le erbette e gli spinaci e quando saranno quasi pronte buttate anche le orecchiette e i busiati. Fate cuocere per qualche minuto, scolate il tutto con l'aiuto di una schiumarola e fate saltare in padella con aglio, olio e peperoncino.

L'abbinamento: orecchiette e busiati e "Benvenuti al Sud".

martedì 5 marzo 2013

Ancora cucina quasi cinese: vermicelli di riso con tacchino, champignon e porro


Niente, mi è venuta la fissa per la cucina cinese. O pseudo cinese nel mio caso. Questi vermicelli di riso con bocconcini di tacchino, champignon e porro sono semplici da fare e, grazie alla presenza della salsa si soia e dello zenzero hanno un gusto leggermente esotico, ma non troppo speziato. Se, come me, vi scappa qualche vermicello di troppo, questo piatto va bene oltre che come primo anche come piatto unico.


Ecco, dunque, gli ingredienti:
110g di vermicelli di riso;
150g di fesa di tacchino;
½ porro;
6 champignon – io ho usato quelli surgelati già tagliati e ho abbondato un po' -;
1 carota;
1 cucchiaino di zenzero in polvere;
1 cucchiaino di salsa di soia;
1 noce di burro;
Olio di semi;
Sale;
Pepe.

Occorrente:
1 ciotola capiente;
1 padella anche se sarebbe meglio un wok;
1 piatto;
1 tagliere;
1 coltello;
1 cucchiaio.

Prendete i vermicelli di riso e metteteli in una ciotola capiente coperti di acqua leggermente salata.
Intanto tagliate il tacchino a bocconcini – io avevo la fesa a fettine, così le ho tagliate in striscioline -.
In un wok o in una padella fate sciogliere una noce di burro e rosolate il tacchino fino a quando non sarà ben colorito: a questo punto aggiungete la salsa di soia, fate cuocere ancora qualche minuto e spostate su un piatto.



Pulite gli champignon e tagliateli a fette. Fateli rosolare nella padella/wok e spostateli sul piatto insieme al tacchino.

Adesso pulite il porro e tagliatelo a rondelle e mettetelo in padella con un filo d'olio e la carota grattugiata.


Quando sono cotti salate e pepate abbondantemente. Rimettete nella pentola anche il pollo. Aggiungete un filo d'olio e i vermicelli ben scolati. Saltate per un paio di minuti, facendo attenzione che i vermicelli non si sfaldino.


L'abbinamento: vermicelli di riso e “Sex and the city – Il film”.

venerdì 22 febbraio 2013

Potage parmentier


Da quando so dell'esistenza del potage parmentier ho sempre pensato che fosse la crema di crema alla Edgar – avete presente il maggiordomo spilungone che rapisce i gatti ne “Gli Aristogatti”? -. Poi ho letto su un libro di ricette tratto dai cartoni animati Disney che la crema di crema alla Edgar è una crema – davvero? - dolce. In effetti, a pensarci bene, il topo Groviera ci intinge i biscotti.
Vabbeh. Prima o poi preparerò anche quella, senza metterci il sonnifero naturalmente. Intanto ho trovato la ricetta del potage parmentier. Che è ottimo con questo freddo: con la sua consistenza e il sapore avvolgente è quello che ci vuole per riscaldarsi in queste giornate nevose.
Dai, andiamo al sodo, che questa buonissima vellutata ha tempi di cottura un po' lunghetti.
Ecco, dunque, gli ingredienti:
1 porro;
4 patate;
Brodo vegetale – io ho usato quello di dado -;
3 cucchiai di panna – io ho usato la ricotta perchè è più leggera e in casa avevo solo quella -;
1 tuorlo;
Sale;
Olio;
Pane per fare i crostini;
Gruyère da grattugiare.

Occorrente:
1 tagliere;
1 coltello;
1 pentolino piccolo per il brodo;
1 pentola grande;
1 coperchio;
1 mestolo;
Frullatore a immersione;
Carta forno;
1 teglia.

Per prima cosa preparate il brodo vegetale. Potete farlo con patate, carote e cipolle o, se siete un po' svagati come me e non vi siete ricordati di prepararlo per tempo, potete preparare un più veloce brodo di dado.
Pulite il porro e tagliatelo a rondelle sottili. Fatelo imbiondire in una pentola con un filo d'olio.
Pulite e tagliate le patate a pezzetti non troppo grandi. Aggiungete al porro e coprite con il brodo granulare. Fate cuocere per circa 45 minuti tenendo la pentola coperta e controllando che il brodo non si asciughi troppo. In caso aggiungetene un mestolo o due.
A questo punto togliete da fuoco e passate con il frullatore a immersione. Aggiungete la panna – o la ricotta – e frullate ancora un po'.
Rimettete sul fuoco e aggiungete il tuorlo. Mescolate in modo che si amalgami bene al resto della vellutata e cuocete ancora per qualche minuto.
Intanto tagliate il pane a fette, a cubetti o a striscioline e fatelo tostare in forno.
Servite il potage parmentier con i crostini e una spolverata abbondante di gruyère.

L'abbinamento: potage parmentier e “Gli Aristogatti”.

mercoledì 20 febbraio 2013

Riso alla cantonese


Sono sempre stata molto temeraria in cucina. Dopo che al ristorante etnico un riso indiano al curry mi ha quasi ucciso, le mie rare capatine ai ristoranti etnici sono state dirette soprattutto al cinese. Dove, per non avere altre sorprese, le mie scelte variavano dalle nuvolette di granchio al toast di gamberi, dal riso alla cantonese al pollo al limone, con picchi di temerarietà che coinvolgevano pollo alle mandorle, involtini primavera e gelato fritto.
E niente, qualche tempo fa ho trovato la ricetta del riso alla cantonese. Non potevo certo lasciarmela scappare: un pizzico di etnico con pochissimi ingredienti etnici.
Ecco, dunque, gli ingredienti:
250g di riso basmati;
1 cipolla bianca media;
1 fetta di prosciutto cotto;
3 uova;
250g di piselli;
1 cucchiaino di salsa di soia;
6 cucchiai di olio di semi;
Sale;
Acqua.

Occorrente:
1 pentola;
1 tagliere;
1 coltello;
1 forchetta;
1 ciotola;
1 wok o una padella;
1 piatto.

Per prima cosa fate bollire i piselli fino a quando non si saranno ammorbiditi, ma non saranno del tutto cotti.
Intanto tagliate a cubetti piccolissimi la fetta di prosciutto cotto e la cipolla.


Sbattete le uova in una ciotola e cuocetele in una padella con due cucchiai di olio di semi, mescolando in continuazione per strapazzarle bene. Spostate le uova su un piatto e schiacciatele con una forchetta fino a ottenere come delle bricioline.


Saltate in padella piselli, prosciutto e cipolla con due cucchiai di olio.


Quando sono pronti spostateli sul piatto insieme alle uova.
Fate bollire il riso. Intanto saltate in padella i piselli, il prosciutto, le uova e la cipolla.


Aggiungete il riso scolato, i restanti cucchiai di olio e la salsa di soia. Saltate per qualche minuto e servite ben caldo.

L'abbinamento: riso alla cantonese e “La foresta dei pugnali volanti”.

martedì 19 febbraio 2013

Crespelle radicchio e gorgonzola


Sarà perchè quando sono stata a Venezia mi era venuto il pallino delle crêpes ed è stato molto avventuroso riuscire a farmene preparare una – la signorina del primo baracchino al secondo tentativo sbagliato ha chiesto pietà, mentre l'omone del secondo chiosco ha commentato la crêpe bucata con un “Non sempre vengono bene” -.
Sarà perchè mi piace il brivido del lancio della crêpe dal padellino.
Fatto sta che dopo i fagottini di crêpe con crema di carciofi, ho deciso di provare a fare queste crêpes al radicchio e gorgonzola, seguendo la ricetta di giallozafferano.it. Sono davvero buonissime.
Ecco, dunque, gli ingredienti:
250g di farina;
½ litro di latte;
2 uova;
1 cucchiaino di burro fuso;
80g di burro;
100g di parmigiano grattugiato;
70ml di latte;
125g di gorgonzola;
600g di radicchio rosso – io ne avevo la metà e la crema è uscita leggermente liquida, ma non troppo;
Sale.

Occorrente:
2 ciotole;
1 frusta;
1 mestolo;
1 padellina;
1 padella grande con coperchio;
1 pentolino;
1 cucchiaio;
1 coltello;
1 tagliere;
1 teglia.

Per prima cosa preparate la pastella per le crêpes: mescolate in una ciotola la farina con il latte, aggiungete le uova e il burro fuso. Sbattete bene con la frusta e lasciate riposare per almeno una mezzoretta.



Intanto lavate il radicchio e tagliatelo molto sottile.


Fatelo appassire con 40 grammi di burro in una padella, coprendo con un coperchio e aggiungendo un pochino. Fate cuocere per circa un quarto d'ora e aggiustate di sale.


Preparate anche la crema al gorgonzola: in un pentolino scaldate il latte e aggiungete il gorgonzola a pezzettini, mescolando fino a quando non si sarà sciolto e si sarà formata una crema. Lasciate raffreddare.


A questo punto preparate le crêpes in una padellina unta con un filo di burro: aiutandovi con un mestolo versate una piccola parte di pastella nella padellina muovendola in modo che copra tutto il fondo e cuocete su entrambi i lati per qualche minuto.

Accendete il forno a 180°.

Spostate il radicchio in una ciotola, unite la crema di gorgonzola e aggiungete il parmigiano grattugiato.

Spalmate la crema sulle crêpes, chiudetele e mettetele in una teglia imburrata.

Infornate per circa una quindicina di minuti.

L'abbiamento: crespelle al radicchio e gorgonzola e “Wallace e Gromit e la maledizione del coniglio mannaro”.

lunedì 11 febbraio 2013

Fagottini di crêpes ai carciofi


Ogni volta che vado a Venezia mi ricordo che mi piacciono i carciofi. Sarà perchè di solito sono ospite di mia mamma che a Venezia li compra sempre, perchè il mercato ha dei carciofi piccoli e molto teneri che saltati in padella sono buonissimi.
Così, qualche giorno dopo la vacanza a Venezia, ho deciso di cucinare qualcosa con i carciofi.
Ci sono rimasta un po' male perchè qui abbiamo dei carciofi da guinness che restano sempre un po' duretti anche dopo una cottura lunga. O forse sono io che non sono capace di cucinarli.
Comunque, sull'onda dell'entusiasmo del carciofo veneziano, ho deciso di provare a preparare queste crêpes ai carciofi. Che poi non sono proprio crêpes, ma fagottini, che comunque si fanno con le crêpes.
Quindi, sì, ecco gli ingredienti per i fagottini di crêpes ai carciofi:
250g di farina;
1 pizzico di sale;
½ litro di latte;
2 uova;
1 cucchiaino di burro fuso + altri 30g circa;
300g di carciofi;
1 spicchio di aglio;
50g di parmigiano;
100g di ricotta;
Olio;
Sale;
Pepe.

Occorrente:
2 ciotole;
1 frusta;
1 mestolo;
1 padellina antiaderente;
1 padella grande con coperchio;
1 cucchiaio;
Frullatore a immersione;
1 teglia;
Stuzzicadenti.

Cominciamo a preparare la pasta per le crêpes – io ho usato la metà delle dosi qui sopra -. Mescolate il latte con la farina, aggiungete il sale, le uova e il burro fuso. Sbattete bene con la frusta e lasciate riposare per circa una mezzoretta.
Intanto pulite i carciofi e tagliateli a listarelle sottili. In una padella mettete un filo d'olio, uno spicchio di aglio e i carciofi. Fate cuocere coperto, aggiungendo un po' d'acqua, fino a quando non saranno belli morbidi.



Intanto preparate le crêpes mettendo un mestolo di impasto in un pentolino antiaderente in cui avrete fatto sciogliere un po' di burro.


Qui troverete il mio avventuroso procedimento per preparare le crêpes.
Accendete anche il forno a 180°.
Quando le crêpes saranno pronte, anche i carciofi dovrebbero essere a buon punto.
Togliete l'aglio e frullate i carciofi fino a che non saranno una crema: aggiungete la ricotta e il parmigiano grattugiato. Aggiustate di sale, pepe e mettete anche un pizzico di noce moscata.
Adesso potrete preparare i fagottini mettendo un po' di ripieno al centro delle crêpes e chiudendo con l'aiuto di uno stuzzicadenti.
Adagiate i fagottini in una teglia imburrata e condite con burro fuso e parmigiano.


Infornate per circa un quarto d'ora.

L'abbinamento: fagottini di crêpes ai carciofi e "La capanna dello zio Tom".

martedì 29 gennaio 2013

Lasagne cupcake, ovvero: come cammuffare la solita lasagna


Non so se capita anche dalle vostre parti, ma da me ogni tanto, qualcuno, quando si siede a tavola, mi fa notare che quello che c'è nel piatto è lo stesso che c'era nel piatto anche la settimana prima. E magari anche quella prima ancora.
In effetti, se ci penso, per la scelta del menù e la preparazione dei pasti, uso un po' il metodo che usano i contadini per il raccolto: la rotazione. In generale, a pensarci bene, sono quattro giorni di vellutate di verdura, tre di pastasciutte, uno salmone e, quando c'è la botta di vita, le lasagne.
Quindi, se proprio vogliamo essere pignoli, gira che ti gira, alla fine si mangiano spesso cose simili.
Così, per stupire i commensali, settimana scorsa ho preparato nientemeno che le lasagne cupcake.
Adesso, non ditelo a nessuno, ma sono sempre queste lasagne, a cui ho dato la forma di cupcake.
Siete sbalorditi? O almeno un po' intrigati?
Bene.
Ecco, dunque, gli ingredienti:
Pasta fresca per lasagne;
500ml di passata di pomodoro;
1 cipolla piccola;
1 etto e ½ di cotto;
2 mozzarelle;
500ml di besciamella;
Parmigiano grattugiato;
Olio;
Burro;
Sale.

Occorrente:
1 pentolino;
1 tagliere;
1 coltello;
1 cucchiaio;
1 taglia biscotti rotondo di circa 5 cm di diametro;
1 teglia;
Contenitori per crème caramel di alluminio o del materiale che preferite, basta che possa andare in forno.

Per prima cosa, fate il sughetto: soffriggete la cipolla in un filo d'olio, aggiungete la passata, aggiustate di sale e fate sobbollire fino a che non si sarà un po' addensato.
Intanto tagliate a cubetti piccoli la mozzarella.
Accendete il forno a 180°.
Imburrate i contenitori per cupcake.
Aiutandovi con un taglia biscotti, fate dei cerchi di pasta per lasagne: calcolatene circa 4 o 5 per cupcake.


Quando il sughetto sarà pronto, componete i vostri lasagne cupcake.
Mettete uno strato di pasta non tagliato facendo in modo che copra bene il fondo - probabilmente la pasta si spezzerà, ma intanto è in fondo e non lo saprà nessuno -, bagnatelo con il sugo, aggiungete qualche cubetto di mozzarella, prosciutto cotto a pezzettini, parmigiano grattugiato, un cucchiaio di besciamella e un cerchio di pasta.


Proseguite così fino a che non saranno finiti gli ingredienti: sull'ultimo strato metterete solo pomodoro, mozzarella e parmigiano.


Aiutandovi con un coltello, ma anche semplicemente con le mani, togliete un po' di pasta che avanza: in cottura rischia di bruciare e di diventare un po' troppo dura. Altrimenti, se preferite lasciare l'effetto “fazzoletto” potrete spennellare la pasta con il sugo di pomodoro o del burro fuso.
Cuocete in forno per una ventina di minuti circa.

L'abbinamento: lasagne cupcake e “Il cowboy con il velo da sposa”.

venerdì 18 gennaio 2013

Lasagne radicchio e (tanto) stracchino


Ci sono ricascata. Nonostante la Benedetta Parodi mi abbia ingannato con le dosi sbagliate per i passatelli, ho deciso di provare un'altra delle sue ricette. Quando mio marito ha assaggiato queste lasagne mi ha chiesto dove avessi preso la ricetta e, quando ha saputo che era uno dei piatti della Benny, mi ha detto: "Ma come? Ti ho regalato l'ebook di Cracco e mi proponi una ricetta della Benny?". E io, saggiamente, ho risposto: "Se si fanno mangiare che problema c'è?".
E, in effetti, queste lasagne sono proprio buone, anche se ho dovuto un po' aggiustare le dosi perchè nell'originale non è spiegato che per quella quantità di stracchino il cespo di radicchio deve essere piccolino altrimenti la crema risulta davvero troppo amara. Io, che ho usato un bel radicchione, ho dovuto aggiungere un altro etto abbondante di Philadelphia - e un cucchiaino di zucchero di canna perchè ero disperata: per fortuna in cottura l'amarezza del radicchio si affievolisce un po'! -.
Ecco, dunque, gli ingredienti:
Pasta per lasagne;
1 cespo non troppo grande di radicchio rosso;

200g di stracchino;
1 scamorza affumicata;
1 filo d'olio;
1 goccio di latte.

Occorrente:
1 tagliere;
1 coltello;
1 padella;
1 grattugia;
1 ciotola;
1 frullatore a immersione;
1 teglia per lasagne.

Cominciamo con la crema di radicchio e stracchino. Tagliate il radicchio a listarelle e fatelo appassire in una padella con un filo d'olio. Mentre il radicchio è in padella, tagliate qualche fettina sottile di scamorza e grattugiate il resto.
Quando il radicchio è ben rosolato, toglietelo dal fuoco e mettetelo in una ciotola. Aggiungete lo stracchino tagliato a pezzi e un goccio di latte. Frullate con il frullatore a immersione fino a ottenere una crema: nel caso fosse troppo densa, aggiungete un altro goccio di latte e frullate ancora un po'.



Accendete il forno a 180°.
Adesso via con le lasagne.
Stendete un leggero strato di crema sul fondo della teglia, mettete uno strato di pasta per lasagne, coprite con la crema e spolverizzate con la scamorza affumicata grattugiata.



Continuate fino alla a quando gli ingredienti non saranno finiti. Sull'ultimo strato, appoggiato sopra la crema le fettine di scamorza che avevate tagliate prima di grattugiare.


Infornate per una ventina di minuti circa.



L'abbinamento: lasagne radicchio e stracchino e “Il colore viola”.

mercoledì 9 gennaio 2013

Passatelli di fine anno


Quest'anno per il cenone abbiamo dato un taglio alla tradizione. Zac. Dopo grande pensare, abbiamo deciso di abolire il tradizionale zampone, che in tutta onestà ci fa anche un po' impressione, per lapparci un bel trancio di salmone a testa. Per primo volevamo preparare dei tortellini in brodo, ma li avevamo mangiati a Natale, a Santo Stefano e il 27. La sera prima la nonna ci aveva preparato i tortellini e visto che anche il menù del primo gennaio prevedeva i famigerati agnolotti, abbiamo deciso di saltare almeno il turno dell'ultimo dell'anno.
Quindi, abbiamo deciso di optare per dei classicissimi passatelli in brodo. La ricetta – che aveva dosi mostruosamente toppate – l'ho trovata nel menù di Benedetta Parodi dall'incoraggiante titolo “Menù del malato”.
La foto che sono riuscita a farmi fare è una sola - ed è anche un po' inquietante con quel coltellaccio - perchè è una ricetta semplice e veloce: non c'è quella del piatto finale perchè con le dosi della Benny i passatelli mi si sono sfaldati. Con le dosi aggiustate sono venuti benissimo, ma mi sono distratta durante la cottura e si sono sfaldati di nuovo. I due invitati al cenone, però, hanno apprezzato. E anche la cuoca.
Comunque, ecco gli ingredienti, con le dosi giuste, per 4 persone:
150g di parmigiano grattugiato;
150g di pan grattato;
1 pizzico di noce moscata;
2 uova;
Sale;
Brodo di carne.

Occorrente:
1 pentolone;
1 schiaccipatate;
1 ciotola.

Preparate un brodo di carne, ma se userete il dado non sarò certo io a fare la spia.
In una ciotola miscelate il parmigiano grattugiato e il pangrattato. Aggiungete la noce moscata e il sale e infine amalgamate il tutto con le uova.
Se potete lasciate riposare per una ventina di minuti.
Usando lo schiacciapatate, schiacciate i passatelli direttamente nel brodo che bolle e fate cuocere per un paio di minuti. Mi raccomando non distraetevi, altrimenti arrivederci ai gustosi vermoni.

L'abbinamento: passatelli di fine anno e “Tremors”.